La vita davanti a sé

Oggi ho visto su Netflix, peccato che sia visibile solo su questa piattaforma almeno per ora, questo bellissimo film. Protagonista una grandissima Sofia Loren che con gli anni non ha perso la sua grande capacità di attrice dove interpreta con una profondità ed eleganza il ruolo di Madame Rose una sopravvissuta della Shoah che ritornata da Auschwitz per vivere fa la prostituta e una volta diventata anziana per vivere si prende cura dei figli di prostitute. Tutta la sofferenza del campo di concentramento e della vita vissuta non le hanno tolto la capacità di solidarietà verso gli altri e la sua casa diventa rifugio per gli ultimi senza distinzione di colore, religione: tutta l’umanità più disperata trova qui accoglienza. E questo film racconta la storia di un ragazzino senegalese duro, senza famiglia, già avviato sulla via del crimine che sembra ormai perduto ma l’incontro con Madame Rosa, lo salva. Momo, così si chiama questo ragazzino, per la prima volta si sente guardato, accolto, protetto con tutte le sue durezze, difficoltà, errori e Madame Rose trova in questo ragazzino l’appoggio per percorrere l’ultimo tratto della sua vita secondo i suoi desideri. Io non sono una grande critica cinematografica ma devo dire che il film è pieno di sguardi intensi, di parole dette e non dette che fanno vibrare. La Loren è intensa ma anche Momo, dovrei andare a cercare il nome dell’attore ma fatelo voi, è di grande intensità. In questo momento per me è un film da vedere perchè nella sua drammaticità da speranza che c’è sempre una possibilità di un incontro che ci salva e che non siamo soli

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