Davide Milosa / Mafia

DA TATONE A FIDANZATI, LE MANI SULLA CITTA'

Passi rapidi su per le scale, pistola in pugno e mefisto calato in testa. Due colpi secchi alla porta. Polizia! Attimi di silenzio. Poi la chiave che gira e la tensione che cala. C’è una donna: capelli neri e fisico massiccio. Dietro compare Raffaele Tatone, gli occhi gonfi di sonno e lo sguardo di chi sa che la sua storia, per ora, si chiude qua, al piano rialzato in via Pascarella 33, Quarto Oggiaro, periferia nord di Milano. Poco più che ventenne, ma già boss rispettato, Tatone, secondo i magistrati, è l’ultimo padrino dello spaccio. L’ultimo di una dinastia familiare originaria di Casaluce (Caserta) che parte da nonno Antonio e consorte, più nota come “nonna eroina”, passa per i cinque fratelli Adelina, Mario, Emanuele, Pasquale, Nicola e arriva a lui, Raffaele, inquilino abusivo di uno stabile popolare con arredi da attico in centro. Tatone esce dalla camera da letto, non sembra preoccupato, si infila un giaccone rosso, saluta moglie e figlia, e tra i guaiti del bulldog Sonny si avvia scortato dagli agenti. Pochi istanti e, oltre alla neve che imbianca l’alba, iniziano a piovere insulti ai poliziotti. “Infami di merda”, “bastardi”. Sono i vicini, amici e compari. E’ il tributo che si deve a un capo: uno che, dopo l’arresto dello zio Nicola Tatone, ha rimodellato l’organizzazione, filando la tela dei rapporti con pregiudicati del casertano legati al clan dei Casalesi.
E’ mafia a Milano. Anche se in realtà l’ordinanza con la quale ieri il gip ha firmato 15 arresti parla di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Eppure ben altro emerge dalle oltre 200 pagine di provvedimento. Ad esempio una struttura piramidale con capi, reggenti, luogotenenti, semplici pusher, cavalli della droga e giovanissime vedette. Tutte anime di un unico sistema che ogni mese metteva a bilancio tre chili di cocaina, oltre 200.000 euro di guadagno e il controllo di quattro piazze di spaccio: da via Pascarella a via Concilio Vaticano II.
Il resto è un’aria che agghiaccia, perché racconta di una gomorra silenziosa che, giorno dopo giorno, nel colpevole silenzio delle istituzioni, destabilizza interi quartieri di Milano. Oltre Quarto Oggiaro, verso il Corvetto e più su a Ponte Lambro, ancora in viale Sarca come a Baggio e in Comasina, dove silenzio e omertà sono la tassa da pagare alla ‘Ndrangheta e a Cosa Nostra. Parole, che nella realtà quotidiana si traducono in cognomi di piombo come Porcino, Flachi, Crisafulli, Coco, Trovato. Tutti protagonisti di un comitato affaristico-mafioso che comanda in periferia e ricicla il denaro nei locali della movida di via Valtellina, arrivando fin sotto le guglie del Duomo, dove i tesori della cosca Morabito diventano investimento pulito. Proprio qui, a due passi dall’ufficio di Letizia Moratti, sindaco a tal punto distratto da dire: “La mafia a Milano? Fatemela vedere”.
Insomma, il capoluogo lombardo oggi assomiglia sempre più alla Palermo degli anni Ottanta quando il vero problema non era la guerra di mafia, ma il traffico. E così capita che Gaetano Fidanzati, superlatitante di Cosa Nostra, venga arrestato in via Marghera, zona di shopping e boutique, oppure che nell’ultimo anno e mezzo si siano registrati quattro omicidi di mafia. Il tutto qui, nella futura capitale di Expo 2015, evento attesissimo dai clan, ma che distrae da un presente che reclama attenzione. Un presente composto, oltre che da politici colpevoli, anche da storie di vittime coraggiose, come quelle di due donne le cui dichiarazioni hanno fatto da volano per l’inchiesta di Quarto Oggiaro. Perché a Milano come a Napoli o a Reggio Calabria la mafia nasce sulla povertà. Eccole le loro parole: “Da qualche tempo mi trovo in difficoltà economiche, in quanto ho due figli di 9 e 12anni e sono separata. Emanuele Tatone è venuto nel mio appartamento in via Pascarella e mi ha proposto di tenergli in casa un grosso quantitativo di droga, in cambio mi ha promesso 1.500 euro al mese. Ho nascosto la droga nella cameretta dei bambini”. E ancora: “Raffaele Tatone mi chiese di fare da imbosco per la crema. Avendo necessità economiche, in quanto ho due figli, un mutuo e lavora solo mio marito, seppure molto timorosa ho deciso di accettare”.

Fonte : Il Fatto quotidiano del 18/12/2009 di Davide Milosa

Tags: , ,

12 Comments

  1. … Vorrei dire alla signorina Marina che prima di scrivere certe stupidaggini dovrebbe informarsi meglio di chi parla in quest’articolo… se la gente ha insultato i poliziotti è perchè molto probabilmente il signor tatone è persona ben più brava di come lo si vuole fare passare e merita più rispetto delle sue parole.. ancora di più trovo veramente poco profesionale e ipocrita cercare di fare successo inventando e approfittando di fatti che non la riguardano e che soprattutto non conosce!.. i delinquenti e le persone malvagie in questo mondo sono altro tipo di persone e la invito ad aprire gli occhi.. E per finire il tutto non è ancora stato definito e processato quindi ancora in attesa e di conseeguenza le sue parole sono prive di fondamento!!.. aspetto risposta

  2. Scusatemi al Sig. Milosa Davide

  3. Pubblico il commento anche se non mi è chiara la critica. A fronte di un arresto con un preciso capo di accusa, mi sembra difficile definire il sig. Tatone una brava persona. Abbiamo probabilmente valori diversi e chi si macchia di traffico di droga non può definirsi una brava persona, anche se con il vicino è gentile, o va in chiesa tutte le domeniche. E’ vero che ai fini penali fino a sentenza uno è innocente ma nessuno mi vieta di avere o esprimere giudizi morali e civili su comportamenti e azioni altrui.

  4. ovviamente nessuno le vieta di esprimere i suoi giudizi morali e civili su comportamenti e azioni altrui, ma la critica è chiara e riguarda il suo modo di lavorare e constatare i fatti. Innanzittutto trovo ridicolo paragonare Milano alla Palermo degli anni 80… bisogna vivere in un mondo tutto proprio per crederlo veramente.E non è difficile capire che, anche se fosse vero si sia mai macchiata di “traffico di droga”,una persona diventi improvvisamente un “boss della camorra”. tutto questo è folcloristico ed impossibile…. vorrei sapere da dove provvengono le sue informazioni assurde. E trovo disgustoso che gente come lei paragoni uno che spaccia ad un “boss mafioso” solamente per fare notizia! ecco la critica.

  5. antonello says:

    cara signora marina penso che lei debba cambiare mestiere siete voi la rovina di questo paese scrivendo certe idiozie.e la smetta di guardare film di mafia.io abito a quarto oggiaro e non ho mentalita mafiosA.raffaele e un ragazzino spacciatore non un boss.vergognati e cambia mestiere

  6. antonello says:

    come prima cosa cara signora marina cambi lavoro poi si guardi biutiful e non piu i film di mafia.sono di quarto e non ho mentalita mafiosa.lele era solo uno spacciatore gli facevi buu e scappava .ma quale boss e boss hahahahahaha cara signora la vera vergogna di questo paese sono i cosidetti giornalisti come lei.

  7. Bella ! fantastico questo sito. BELLAAAAAAAA

  8. Bella ! fantastico questo sito. BELLAAAAAAAA

  9. Bella ! fantastico questo sito. BELLAAAAAAAA

  10. donnamora says:

    ma non vi vergognate?? Uno spaccia droga e voi lo difendete?! E se lo facesse con voi, con i vostri affetti, figli ecc?? >Gli unici ipocriti sono coloro che difendono a spada tratta certi pezzi di merda e che a quarto oggiaro ci siano tutti terroni e mafiosi ( la maggior parte) non e’ una novita’ per nessuno quindi lo si dice a gran voce e le vostre velate (nemmeno troppo ) minacce me fanno una lauta pippa chiaro?!
    Donna.

  11. donnamora says:

    ma non vi vergognate?? Uno spaccia droga e voi lo difendete?! E se lo facesse con voi, con i vostri affetti, figli ecc?? >Gli unici ipocriti sono coloro che difendono a spada tratta certi pezzi di merda e che a quarto oggiaro ci siano tutti terroni e mafiosi ( la maggior parte) non e’ una novita’ per nessuno quindi lo si dice a gran voce e le vostre velate (nemmeno troppo ) minacce me fanno una lauta pippa chiaro?!
    Donna.

  12. donnamora says:

    ma non vi vergognate?? Uno spaccia droga e voi lo difendete?! E se lo facesse con voi, con i vostri affetti, figli ecc?? >Gli unici ipocriti sono coloro che difendono a spada tratta certi pezzi di merda e che a quarto oggiaro ci siano tutti terroni e mafiosi ( la maggior parte) non e’ una novita’ per nessuno quindi lo si dice a gran voce e le vostre velate (nemmeno troppo ) minacce me fanno una lauta pippa chiaro?!
    Donna.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*