Via Francigena

Tappa Mortara Garlasco

Visto che i due pellegrini di Bergamo erano camminatori esperti, con alle spalle diversi cammini,  li ho lasciati partire prima e li ho seguiti circa mezz’ora dopo, non volevo rischiare di essere un peso e poi io mi fermo spesso per fare foto. Per cui sono rimasta d’accordo con loro che ci saremmo rivisti alla sera presso la comunità Exudus che offre ospitalità ai pellegrini e che non è riportata sulle guide, ma che ci è stata segnalata gentilmente dalla signora dell’Abbazia.

La tappa viene segnalata per 20,7 ed anche questa volta la mia applicazione ne segna di più quindi 22,7. Tenendo conto che partendo dall’abbazia 2 km risultavano già fatti avrei dovuto fare 18,7 km.

Inizio ad avere problemi ai piedi non di vesciche ma agli alluci. O i piedi mi si sono allungati o le scarpe mi si sono ristrette. La volta precedente avevo fatto la pedicure prima di partire  e problemi non ne avevo avuto. Ora gli alluci mi battono contro la scarpa ed inizio a vedere i sorci verdi.

Il tragitto è bello ci sono tratti all’ombra di alberi, ma la maggior parte è comunque nelle risaie che stanno germogliando per cui c’è molto verde. Ho incontrato diversi leprotti che ho provato a fotografare ma sono scappati.

L’incontro piacevole è stato a Tromello dove c’è il sig. Carlo che attende i pellegrini con la sua bicicletta pitturata con i colori della bandiera italiana. Offre un momento di ristoro, il timbro sulle credenziali, la spilla della via Francigena, una pergamena del Pellegrino e le indicazioni per arrivare alla comunità Exudus senza entrare in Garlasco.

Ho perso il mio cappellino blu per cui, visto che oggi è stata giornata di sole ho utilizzato il foulard della mia amica Lella per farmi una specie di turbante e ripararmi dal sole.

La sistemazione presso la comunità Exudus è comoda anche se manca una zona “relax” nel giardino con sedie per i pellegrini. Essendo all’interno della comunità ci sono delle regole da seguire per cui non dare, nel caso fenisse chiesto dai ragazzi ospitati, sigarette, telefoni ecc.

Anche qui è possibile mangiare insieme a tutti i ragazzi e non vengono fornite lenzuola.

Rischiavo un’altra notte insonne causa Pierangelo, il pellegrino bergamasco che ha russato tutta notte. Alle 3 del mattino ho preso il mio sacco a pelo e mi sono messa a dormire nel salottino dove c’era un divano comodo. Sono arrivate anche altre due pellegrine una canadese e una francese che hanno trovato il mio cappello.

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